L'impianto fotovoltaico non è solo una "macchina" a servizio dell'azienda per produrre energia, ma è soprattutto un investimento immobiliare ventennale. E come per tutti gli investimenti di questo tipo l'attenzione va riposta sulla competenza, sulla serietà , sull'affidabilità e solidità dell'azienda - o meglio del partner - a cui ci si intende affidare.
Agosto 2008, un cliente soddisfatto >>
Alcuni buoni consigli
Ecco alcuni buoni consigli da tener sempre presente sia per chi vuole investire nel fotovoltaico, sia per chi ha già realizzato il proprio impianto:
- L'orientamento ideale dell'impianto è a Sud. I moduli fotovoltaici possono essere installati sulle falde dei tetti, su tettoie o posizionati a terra con particolari strutture che li tengono inclinati; possono essere orentati da Est ad Ovest ma l'orinetamento ideale è a Sud: tutti gli altri orientamenti hanno come conseguenza una sensibile diminuzione nella produzione di energia.
- Estendi l'assicurazione sulla casa anche all'impianto fotovoltaico. I moduli fotovoltaici sono esposti all'esterno per anni e, nonostante siano progettati per resistere alle più severe condizioni climatiche quali pioggia, grandine e abbondanti nevicate non sono indistruttibili. Eventi eccezionali come grandinate record o la caduta di un fulmine possono danneggiarli. È bene, quindi, estendere la propria assicurazione sulla casa anche all'impianto fotovoltaico.
Gli errori da evitare
Ecco alcuni errori da tener sempre presente sia per chi vuole investire nel fotovoltaico, sia per chi ha già realizzato il proprio impianto:
- Attenzione alle ombre! È sempre bene evitare le ombre, anche quelle generate da alberi limitrofi, camini, o pali. Il calo di produzione causato dalle ombre, infatti, non è proporzionale all'area ombreggiata dell'impianto ma molto superiore!
- Attenzione ai moduli fotovoltaici economici! Un impianto fotovoltaico deve funzionare per un periodo di tempo molto lungo: puntare su moduli fotovoltaici di dubbia provenienza, per ottenere un piccolo tornaconto nell'immediato, non è la scelta migliore per tutelare quello che è a tutti gli effetti un investimento immobiliare di 20 anni.
- Non abbandonare l'impianto a se stesso!. Anche un sistema progettato in modo ottimale e costruito con i migliori materiali può incorrere in problemi che ne compromettono l'efficienza e che non sono sempre facilmente individuabili. Prendi in considerazione un servizio di manutenzione ordinaria che preveda un monitoraggio dell'impianto, semplice ma cadenzato.
Le domande più frequenti dei nostri clienti
- Quanta energia elettrica produce un impianto fotovoltaico?
- Che dimensioni deve avere un impianto fotovoltaico dimensionato per i consumi dell'utente?
- Quanto spazio occupa un impianto fotovoltaico?
- L'installazione di un impianto fotovoltaico richiede modifiche al mio impianto elettrico esistente?
- Quanto tempo può durare un impianto fotovoltaico?
- È possibile installare un impianto fotovoltaico su un condominio eventualmente utilizzando parti in comune?
- L'impianto fotovoltaico funziona anche se è nuvoloso?
- Con il fotovoltaico sono immune da black-out?
- E se grandina forte i pannelli si rompono?
- È possibile accumulare l'energia fotovoltaica prodotta?
- Ho una baita in montagna, lontana dalle linee elettriche. Posso avvantaggiarmi del Conto Energia costruendovi un impianto fotovoltaico?
- Possono accedere all'incentivo impianti non collegati alla rete elettrica?
- Chi effettua le letture dell'energia prodotta?
- Quando iniziano ad essere erogati gli incentivi?
- Il gestore di rete locale può pretendere che l'impianto resti in servizio per 20 anni? E se l'impianto dovesse essere fermato per manutenzione straordinaria del tetto o per demolizione dell'edificio?
- Perché lo stato non finanzia in conto capitale gli impianti?
- Il proprietario di un immobile dato in affitto a terzi può installare dei pannelli sul tetto dell'immobile e richiedere un contatore per immettere energia in rete, pur non avendo né installato, né intestato a proprio nome alcun contatore per la fornitura di energia in quel sito?
- Se finiscono i fondi per pagare gli incentivi chi mi paga gli incentivi di anno in anno?
- Chi effettua l'erogazione delle tariffe incentivanti?
- Usufruendo delle tariffe del "conto energia", in quanto tempo si recupera il capitale investito?
- Esiste un tetto massimo alla potenza totale (di tutti gli impianti) che può essere incentivata?
- Quali sono le condizioni di cumulabilità con contributi in conto capitale?
- Si può trasferire ad altri il diritto alle tariffe incentivanti? Come si deve procedere?
- È possibile la cessione del credito e come deve essere comunicata?
- Quali requisiti deve avere l'atto di cessione del credito?
- Vi sono altre modalità operative per attivare la cessione del credito?
- L'acquisto dell'impianto fotovoltaico a mezzo locazione finanziaria è compatibile con il conto energia?
- Per quali tipologia di impianti è necessario richiedere la licenza all'Ufficio Tecnico di Finanza (UTF)?
- Per impianti di potenza superiore a 20 kW, bisogna dichiarare come autoproduttore a fine anno all'UTF solo l'eccedenza che va in rete o la totale energia prodotta?
- Il contributo è soggetto ad IVA?
Risposte alle domande più frequenti sul fotovoltaico
La produzione elettrica annua di un impianto fotovoltaico dipende da diversi fattori:
- radiazione solare incidente sul sito d'installazione;
- orientamento ed inclinazione della superficie dei moduli;
- assenza/presenza di ombreggiamenti;
- prestazioni tecniche dei componenti dell'impianto (moduli, inverter ed altre apparecchiature).
Prendendo come riferimento un impianto da 1 kW di potenza nominale, con orientamento ed inclinazione ottimali ed assenza di ombreggiamento, non dotato di dispositivo di "inseguimento" del sole, in Friuli è possibile stimare una producibilità annua massima tra 1.000 e 1.200 kWh/anno.
La dimensione di un impianto dipende principalmente dai consumi dell'utente, dalla produzione attesa dall'impianto (considerata la configurazione dello stesso), dalla superficie disponibile e dal capitale che si vuole investire.
Un valore indicativo di occupazione di superficie è di circa 6 - 8 mq per kW di potenza nominale installata, considerando moduli in silicio cristallino e installazioni su copertura.
No, non si deve modificare l'impianto esistente. L'impianto fotovoltaico ha una sua linea autonoma che deve essere collegata al quadro elettrico generale, e un contatore bidirezionale per registrare l'energia elettrica prelevata dalla rete nazionale e registrare l'energia elettrica immessa in rete dall'impianto fotovoltaico.
Nelle analisi tecniche ed economiche si usa fare riferimento ad una vita utile complessiva di 25 anni. In particolare, i moduli, che rappresentano i componenti economicamente più rilevanti, hanno in generale una durata di vita garantita dai produttori oltre i 20 anni.
Sì, previa autorizzazione dell'assemblea condominiale.
Sì. L'impianto fotovoltaico funziona al meglio in presenza di irraggiamento solare diretto (cielo sereno, moduli orientati a sud, temperatura di 25 °C ), ma un minimo di energia elettrica è prodotta anche in caso di cielo nuvoloso, sfruttando la radiazione solare diffusa.
No. Per ragioni di sicurezza, a tutela di tutte le persone che operano sulla rete, un impianto fotovoltaico non può erogare energia in assenza della rete stessa: questo significa che in caso di disconnessione da parte del gestore di rete (ad esempio per lavori di manutenzione) o in caso di black-out, l'impianto si escluderà automaticamente.
I moduli che rispondono alle caratteristiche richieste per accedere ai contributi in Conto Energia devono superare test di progettazione sulla resistenza della grandine, tale prova consiste nel bersagliare in punti specificati con sfere di ghiaccio di diametro 25 mm con velocità pari a 23 m/s, dirette su 11 punti d'impatto. Essendo esposti all'esterno per anni, i moduli sono progettati per resistere alla più severe condizioni climatiche quali pioggia, grandine e abbondanti nevicate. Tuttavia non sono indistruttibili, ed eventi eccezionali quali grandinate record o la caduta di un fulmine possono danneggiarli. È bene, quindi, estendere la propria assicurazione sulla casa anche all'impianto fotovoltaico.
È possibile ed è particolarmente utile per gli impianti fotovoltaici non collegati alla rete elettrica (rifugi di montagna, ecc.), la cui produzione, si ricorda, al momento non è ancora incentivata. Invece, per un impianto fotovoltaico tradizionale non è possibile accumulare energia sul posto: i surplus vengono versati nella rete del gestore e successivamente riconosciuti economicamente dal Gestore dei Servizi Elettrici (GSE). Tuttavia, noi di Futurpower stiamo proponendo, per alcuni grandi impianti industriali, una tecnologia con accumulatori che funziona come gruppo di continuità (UPS) e buffer di energia che può lavorare in parallelo alla rete di distribuzione.
No. Sono incentivati solo gli impianti connessi alla rete elettrica nazionale
No. Il meccanismo del "conto energia" premia unicamente gli impianti collegati alla rete elettrica, ivi incluse le piccole reti isolate di cui all'art. 2, comma 17 del D.Lgs. 79/1999. Ogni singolo impianto dovrà essere caratterizzato da un unico punto di connessione alla rete elettrica non condiviso con altri impianti fotovoltaici come definito nel art. 4 comma 9 del DM 19 febbraio 2007.
Il soggetto che effettua le letture è diverso a seconda della potenza dell'impianto. In dettaglio, nel caso di impianti con potenza nominale:
- compresa fra 1 e 20 kW, che si avvalgano o meno del servizio di scambio sul posto, è il gestore locale di rete che effettua la rilevazione dell'energia elettrica prodotta, oltre all'installazione ed alla manutenzione delle apparecchiature di misura;
- maggiore di 20 kW, che immettono in rete tutta l'energia elettrica prodotta, è il gestore locale di rete cui l'impianto è connesso che effettua la rilevazione. Inoltre, i soggetti responsabili debbono inviare, su base annuale e riferita all'anno solare precedente, copia della dichiarazione di produzione di energia elettrica presentata all'Ufficio Tecnico di Finanza;
- maggiore di 20 kW, che non immettono in rete tutta l'energia elettrica prodotta, il soggetto responsabile può scegliere se avvalersi o meno del gestore di rete cui l'impianto è collegato per la rilevazione dell'energia prodotta. Anche in questo caso il soggetto responsabile deve trasmettere al soggetto attuatore, su base annuale e riferita all'anno solare precedente, copia della dichiarazione presentata all'Ufficio Tecnico di Finanza.
Gli incentivi vengono erogati a valle della stipula della convenzione con il GSE e sono calcolati dal momento dell'entrata in esercizio dell'impianto.
Il gestore non può pretendere che l'impianto resti in servizio per 20 anni. Poichè l'incentivazione è in conto energia l'impianto ha diritto alla tariffa incentivante per un massimo di 20 anni solo a fronte dell'energia effettivamente prodotta.
Perché l'obiettivo è risolvere il problema energetico minimizzando l'impatto sull'ambiente. Quindi è necessario avere impianti funzionanti! Attivi. Che producono energia. Se lo stato finanziasse l'impianto con una cifra iniziale, tu potresti anche tenerlo spento. Invece lo stato incentiva l'energia prodotta, mese per mese, in maniera tale che se smetti di produrla, perdi gli incentivi.
Può farlo se la potenza dell'impianto fotovoltaico è superiore a 20 kW, oppure, nel caso di impianto di potenza non superiore a 20 kW, qualora non si sia optato per il servizio di scambio sul posto. Restano fermi, comunque, i diversi ed ulteriori rapporti tra proprietario e conduttore, disciplinati dal relativo contratto di locazione.
I fondi non finiscono, semplicemente perché non ci sono fondi. Gli incentivi statali arrivano da una quota accantonata per legge sulle bollette energetiche degli italiani, espressamente dedicata al fotovoltaico (componente tariffaria A3).
L'incentivo viene erogato dal Gestore dei Servizi Elettrici - GSE S.p.a.
Si può stimare un tempo di ritorno del capitale investito compreso tra 6 e 10 anni. Tuttavia bisogna tener conto che esso dipende da diverse variabili, quali ad esempio:
- la quantità di radiazione solare disponibile (dipendente dalla latitudine del sito d'installazione e dall'orientamento);
- il costo per kW dell'investimento (dipendente dalla taglia dell'impianto);
- la valorizzazione dell'energia prodotta (valore delle tariffe incentivanti e valore dell'energia utilizzata);
- la tipologia di installazione( se su copertura o a terra);
- eventuali maggiorazioni alle tariffe (dovute ad esempio allo smaltimento dell'eternit o all'utilizzo di moduli di produzione europea).
L'obiettivo nazionale di potenza nominale fotovoltaica cumulata da installare al 2016 è stabilito in 23.000, MW corrispondente ad un costo indicativo cumulato massimo annuo degli incentivi stimabile tra 6 e 7 Mld €. Sono stati introdotti dei limiti di incentivazione calcolati sulla base del costo indicativo annuo degli incentivi (limiti di costo annui). Per gli anni 2011 e 2012 i "grandi impianti" accedono agli incentivi nei limiti di costo annui stabiliti e necessitano di iscrizione al Registro per essere ammessi all'incentivazione. Si precisa che per gli anni 2011 e 2012 non è previsto alcun limite di costo per i "piccoli impianti". A partire dal 2013 e sino al 2016 è previsto che, sia per i "piccoli impianti" sia per i "grandi impianti", il superamento dei limiti di costo non limiti l'accesso alle tariffe incentivanti, ma determini una riduzione aggiuntiva delle stesse per il periodo successivo.
Fino al 31 dicembre 2012 le tariffe incentivanti sono cumulabili con:
a) contributi in conto capitale in misura non superiore al 30% del costo d'investimento per impianti fotovoltaici realizzati su edifici aventi potenza nominale non superiore a 20 kWb) contributi in conto capitale in misura non superiore al 60% del costo d'investimento:
- per impianti realizzati su scuole pubbliche o paritarie il cui soggetto responsabile è la scuola o il proprietario dell'edificio
- per impianti realizzati su strutture sanitarie pubbliche, su superfici e immobili di strutture militari e penitenziarie
- per impianti realizzati su superfici, immobili o loro pertinenze di proprietà di enti locali o regioni e province autonome
c) contributi in conto capitale in misura non superiore al 30% del costo d'investimento in caso di impianti su edifici pubblici diversi da quelli indicati alla lettera b) ovvero su edifici di proprietà di organizzazioni non lucrative di utilità sociale che provvedono alla prestazione di servizi sociali affidati da Enti Locali e il cui Soggetto Responsabile sia l'ente pubblico o l'organizzazione non lucrativa di utilità sociale.
d) contributi in conto capitale in misura non superiore al 30% per impianti fotovoltaici realizzati su aree oggetto di bonifica, ubicate all'interno di siti contaminati (art. 240, DLgs. 03/04/2006, n. 152 e s.m.i.), purché il Soggetto Responsabile dell'impianto assuma la diretta responsabilità delle preventive operazioni di bonifica (i predetti contributi non sono cumulabili con il premio). e) contributi in conto capitale in misura non superiore al 30% del costo d'investimento per impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative. f) contributi in conto capitale in misura non superiore al 30% del costo d'investimento per impianti fotovoltaici a concentrazione. g) finanziamenti a tasso agevolato erogati in attuazione dell'articolo 1, comma 1111, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007). h) benefici conseguenti all'accesso a fondi di garanzia e di rotazione istituiti da Enti Locali o Regioni e Province autonome.Il soggetto responsabile ammesso alle tariffe incentivanti può richiedere il trasferimento di titolarità della convenzione stipulata con il GSE utilizzando l'apposita modulistica. In caso di decesso del soggetto responsabile titolare della convenzione gli eredi dovranno utilizzare apposito modulo. Il trasferimento di titolarità sarà efficace a decorrere dalla data indicata nella comunicazione scritta di accettazione da parte del GSE.
Sì. La cessione del credito deve essere notificata al GSE a mezzo ufficiale giudiziario.
La procedura prevede che l'atto di cessione dei crediti (ed eventualmente la sua revoca) ovvero il mandato irrevocabile all'incasso, presenti: 1. la firma autenticata; 2. nei casi in cui il soggetto responsabile sia una persona giuridica, l'attestazione dei poteri di firma del sottoscrittore devono essere dimostrati attraverso certificazione notarile o idoneo documento della Cancelleria commerciale del Tribunale o della C.C.I.A.A. (con data del certificato non anteriore a 90 giorni dall'atto di significazione); 3. notifica al GSE a mezzo Ufficiale Giudiziario.
La comunicazione di cessione del credito può avvenire mediante una procedura semplificata nel caso in cui il soggetto cessionario sia un primario Istituto bancario che abbia sottoscritto con il GSE apposito accordo quadro.
Sono soggetti alla Denuncia di Officina Elettrica e a licenza di esercizio UTF gli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 20 kW (legge 133/99). Nel caso in cui l'impianto ricada in territori montani, sono soggetti a tale obbligo solo gli impianti di potenza superiore a 30 kW.
Nella dichiarazione di produzione di energia elettrica da presentare all'Ufficio Tecnico di Finanza (UTF) va indicata la totale energia prodotta.
Dipende dallo specifico regime fiscale di ogni soggetto responsabile, in particolar modo dall'applicabilità ai redditi percepiti dal soggetto responsabile e quindi anche al contributo del regime previsto per la tassazione dei redditi di impresa. Il contributo è soggetto alla ritenuta d'acconto del 4% quando il percettore è una impresa commerciale o un professionista. Le imprese agricole individuali e le società semplici sono escluse da tale prelievo.
Il GSE effettua verifiche sugli impianti, avvalendosi anche della collaborazione di soggetti terzi abilitati, per appurare la conformità delle opere ai progetti e la veridicità dei dati trasmessi dai soggetti responsabili.
Sì. L'ENEA, coordinandosi con il GSE, effettua un monitoraggio tecnologico per la caratterizzazione delle prestazioni energetiche e delle tecnologie impiegate per gli impianti realizzati secondo il DM 28 Luglio 2005, DM 6 febbraio 2006 e DM 19 febbraio 2007.
Il costo annuo di manutenzione è abbastanza contenuto: normalmente è stimato in circa l'1% del costo dell'impianto ma dipende dal tipo di installazione e dal tipo di attività che si svolgono nella zona circostante.
Pv Cycle si occupa di raccogliere i moduli utilizzati scomporli nelle loro materie prime riutilizzabili perchè qualcuno gli dia nuova vita. A carico del proprietario restano i costi dello smontaggio dell'impianto dal luogo di installazione e il conferimento nei punti di raccolta autorizzati da Pv Cycle.
I moduli fotovoltaici dopo circa 3 - 6 anni hanno già prodotto l'energia consumata per la loro costruzione (estrazione materie prime, trasporti, lavorazioni, ecc). Questa energia, detta "energia grigia", dipende dalla tecnologia di fabbricazione e varia fra i 3-4 MWh/kWp del silicio amorfo ai 5-7 MWh/kWp del silicio mono o policristallino.
